8 febbraio 2017 Dava

Bambini Che Giocano In Cortile Fuori Orario

BAMBINI GIOCANO NEL CORTILE COMUNE FUORI ORARIO:
CONDOMINO TAGLIA LORO IL PALLONE !

Uomo Che taglia il pallone

COSA NE PENSATE VOI ??

Nessun reato di violenza privata. Tale condotta è motivata dal rispetto del regolamento

Non costituisce reato di violenza privata tagliare con un coltello il pallone ai bambini che giocano nel cortile condominiale. È questa, in sintesi, la posizione assunta dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 1786/2017, esaminando il caso di un uomo condannato dal Tribunale di Salerno alla pena di quattro mesi per il delitto di atti persecutori, perché ripetutamente aveva minacciato, aggredito e ingiuriato alcuni bambini che facevano rumore nel cortile condominiale giocando con un pallone. L’uomo non solo aveva ordinato loro di non arrecare disturbo, ma aveva anche tagliato con un coltello i palloni con i quali questi giocavano.

La Corte d’appello di Salerno, riformando parzialmente la decisione di primo grado, aveva riqualificato il fatto contestato come delitto di violenza privata, riducendo la pena a due mesi di reclusione, evidenziando che i bambini, impauriti per effetto del comportamento tenuto dall’imputato, spesso si erano visti costretti a rientrare in casa o a scendere nel cortile evitando di giocare con la palla.

L’imputato aveva fatto così ricorso in Cassazione, adducendo che la sua condotta era orientata a far rispettare il regolamento condominiale, il quale prevedeva il divieto di giocare a pallone durante certi orari della giornata e, comunque, i minori non nutrivano alcuna paura nei suoi confronti, tanto da continuare a scendere nel piazzale dello stabile e continuare a giocare.

Per i giudici della Corte di Cassazione tale ricorso è fondato.

“È noto che l’oggetto di tutela del reato in questione è dato dalla libertà individuale, intesa come possibilità di determinarsi spontaneamente, secondo motivi propri. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, infatti, l’obiettività giuridica del delitto di violenza privata consiste nella tutela della libertà individuale come libertà di autodeterminazione e di azione (Sez. 5, n. 2283 del 11/11/2014 – dep. 16/01/2015, C, Rv. 26272701); perché attinga la soglia del penalmente rilevante, però, la violenza o la minaccia deve determinare una perdita o riduzione sensibile, da parte del soggetto passivo, della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria volontà (Sez. 5, n. 3562 del 09/12/2014. – dep. 26/01/2015, Lillia, Rv. 262848)”. Pertanto “non ogni forma di violenza o minaccia riconduce alla fattispecie dell’art. 610 c.p., ma solo quella idonea – in base alla circostanze concrete a limitare la libertà di movimento della vittima o influenzare significativamente il processo di formazione della volontà”, incidendo su suoi interessi sensibili”.

Alla luce di tali criteri, la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza del reato contestato, poiché la condotta dell’imputato era motivata dal rispetto delle regole condominiali e se anche temporaneamente faceva allontanare i minori, non impediva loro di riprendere i giochi che disturbavano la quiete dello stesso.

Non riconoscendo il carattere offensivo della condotta incriminata, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.

Fonte: iproblemidelcondominio.it

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